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CONTI CORRENTI BANCARI: QUELLI VECCHI COSTANO IL 40% IN PIU'

CONTI CORRENTI BANCARI: QUELLI VECCHI COSTANO IL 40% IN PIU'

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da Lavorofisco.it del 22/06/2013
CONTI CORRENTI BANCARI: QUELLI VECCHI COSTANO IL 40% IN PIU'

Al via l’operazione trasparenza. E se la banca applica un tasso usuraio?
Una buona notizia giunge dal mondo bancario: i costi di gestione dei conti correnti bancari recentemente sono scesi.
I dati sono forniti dal direttore centrale per la Vigilanza della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, in occasione di un’audizione al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu).

 "Dall’indagine sui costi dei conti correnti, svolta annualmente dalla Banca d’Italia, risulta che nel 2012 la spesa media per la gestione di un conto è stata pari a 101 euro: 4,8 euro in meno rispetto all’anno precedente e 9,2 euro in meno rispetto al 2010. Al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e sui finanziamenti in conto corrente, la spesa media si è attestata a 86,9 euro.

Per i conti correnti aperti nell’ultimo anno la spesa si pone ben al di sotto della media e, al netto degli utilizzi a debito, è pari a 60,5 euro. Il costo cresce invece con l’aumentare dell’anzianità dei conti, fino a raggiungere l’importo di 99,6 euro per quelli con dieci o più anni di anzianità."

Cosa fare, dunque, se si possiede un conto corrente un po’ datato? Probabilmente è meglio cambiare, chiudere il vecchio conto e aprirne uno nuovo valutando attentamente le condizioni e le offerte presenti sul mercato.

A questo proposito Barbagallo precisa: “Il cambio del conto può beneficiare di una cornice giuridica in grado di assicurare il rapido trasferimento di rapporti quali gli addebiti e gli accrediti automatici, che a oggi manca“. La questione è affrontata in una recente proposta di direttiva europea sui conti di pagamento ed è guardata con interesse dalla Banca d’Italia, che sostiene tale direzione.

Operazione “Trasparenza”. Novità in arrivo anche per quanto riguarda nuove norme rivolte agli istituti di credito, che dovrebbero entrare in vigore entro l’anno. Bankitalia ha infatti annunciato un giro di vite sulle regole di vigilanza.
Sarà previsto l’obbligo per gli istituti di credito di pubblicare una tabella allegata all’estratto conto con l’indicatore sintetico di costo (isc) dei servizi e prodotti offerti ai clienti. Inoltre sarà richiesta più chiarezza e trasparenza nelle brochure che illustrano i prodotti: il foglio informativo del conto corrente sarà composto di due parti separate: la prima sarà dedicata alle informazioni chiave sui costi dei servizi usati più frequentemente; mentre la seconda riporterà i costi dei servizi impiegati con minor frequenza.
Novità anche per l’estratto conto che, oltre all’importo globale speso nel corso dell’anno, riporterà indicatori sintetici di costo che permetteranno al consumatore di valutare se il conto è ancora adeguato alle sue esigenze o meno.

Quando i “conti” non tornano, secondo la legge, possiamo essere risarciti dalle banche. Negli ultimi dieci anni molti istituti nei prestiti – soprattutto in caso di mutui – hanno applicato tassi di interessi da usura. E in questi casi il cliente di turno ha il diritto al risarcimento.

Il tasso di usura. Ogni mese, Bankitalia stabilisce il tasso d’interesse massimo, detto anche “tasso di soglia”, che le banche possono applicare ai loro clienti per un prestito, un mutuo o un fido. Quando questo tasso viene superato allora la banca commette un’usura e il contratto stipulato decade. Per capire se si è stati oggetto di interessi da usura, per prima cosa è necessario recarsi in banca e richiedere l’estratto conto.

Risarcimento. Nel caso i cui un cliente avesse firmato un contratto di mutuo trentennale dieci anni fa e ora accertasse il fatto che la banca abbia applicato interessi usurai, la banca sarà costretta a restituire gli interessi pagati negli ultimi 10 anni e nei rimanenti 20 anni non si dovranno pagare più interessi.

 
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